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pingu5254

Membro Junior
Condòmino proprietario
Qualche giorno fa si è rotta l'autoclave condominiale per cui, in assenza dell'acqua "corrente" comunale, gli appartamenti privi di proprio impianto di autoclave sono rimasti a secco.
Un condòmino interventista, fiancheggiatore dell'attuale amministratore di condominio che dopo 3 anni finalmente dovremmo a breve riuscire a mandare via ereditando un mare di problemi (dai lavori di ristrutturazione esterna iniziati il 2012 e fermi da 4 anni, al direttore dei lavori che ha prodotto attestazioni false per favorire l'appaltatore, ecc.), ha assunto direttamente in proprio la gestione della cosa, ha contattato una ditta del settore ed ha fatto effettuare la riparazione del caso.
Ora bussa alle porte dei condòmini per chiedere le quote di rimborso di quanto speso.
Direi che si tratta di un'attività di manutenzione straordinaria e mancando l'urgenza, il coinvolgimento dell'amministratore in carica e l'O.K. della non convocata assemblea dei condòmini, mi sembrerebbe che manchino per il condòmino i presupposti per avere diritto al rimborso che va chiedendo.
Cosa ne pensate?
Grazie.
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
mi sembrerebbe che manchino per il condòmino i presupposti...
Si potrà discutere sulla mancanza di collegialità dell'iniziativa ...ma non pensare che tu ti possa tenere escluso dal contribuire.

Puoi eventualmente contestare il valore della spesa ...ma rifiutare qualsiasi contribuzione ti mette in torto.
Chi ha agito, ed anticipato le spese, può citarti a giudizio dimostrando la congruità del prezzo...e tu ti troverai a dover pagare anche le spese processuali.
 

pingu5254

Membro Junior
Condòmino proprietario
La mia unità immobiliare, come quella di altri condòmini con cui avevamo condiviso quanto esposto nel quesito, è tra quelle che sono rimaste senz'acqua.

Malgrado ciò, vista la reiterazione del comportamento del condòmino "interventista" in questione che già altre volte ha assunto direttamente iniziative non di sua competenza ma di competenza dell'amministratore del condominio (di cui è strenuo fiancheggiatore malgrado una gestione condominiale discutibile) tenuto conto che ancora una volta ha bypassato tutto e tutti, c'era in realtà l'intenzione questa volta non di non pagare le quote di competenza certamente dovute ma di obbligarlo a portare la spesa sostenuta all'approvazione dell'assemblea prima di ottenerne il rimborso.

Da una lettura, magari senza la dovuta competenza specifica, degli artt. 1110, 1134 e 1135 c.c. ci era sembrato che mancassero per il condòmino in questione alcuni dei presupposti per "battere subito e direttamente cassa" (situazione forse non proprio di "urgenza" per come definita dal c.c. (...Sono urgenti le spese che non possono essere rinviate senza che da ciò ne derivi un danno per il condominio o un grave pregiudizio o per la cosa comune...), e certamente la mancanza del richiesto preventivo coinvolgimento sia dell'amministratore del condominio che degli altri condòmini.

Vi ringrazio delle puntuali e dirimenti risposte fornite.
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Occorre distinguere le cose:
-non vi sono impedimenti a che un condòmino agisca per il ripristino di un servizio condominiale ...anche bypassando l'amministratore.
-la mancanza di valida delibera per procedere ad una riparazione espone alla mancata "ratifica" sia che si tratti di un condòmino sia che si tratti l'amministratore.

Tu spieghi che l'amministratore è un "lavativo" e nulla importa che sia "**** e camicia" con il condòmino "intraprendente".

Non ho detto che dovete pagare quanto richiesto "brevimano"...ma dopo opportuna assemblea dove mettete a confronto la fattura con altri preventivi ed appurata la congruità del prezzo.

Datevi una mossa e procedete con la nomina di un amministratore degno di tal nome.
 

pingu5254

Membro Junior
Condòmino proprietario
Hai ragione, dobbiamo procedere con ogni urgenza con la nomina di un buon amministratore.

Purtroppo da 3 anni, come detto nel quesito posto, tentiamo senza riuscirci di raggiungere i numeri per nominarne uno nuovo e nel 2018 è stato proprio per colpa del condòmino interventista in questione che non ce l'abbiamo fatta in quanto si è defilato all'ultimo momento e pesa 95/1000 nel condominio.

Questa volta arriviamo in assemblea con 450/1000 certi (abbiamo autoconvocato a termini di legge un'assemblea straordinaria per il 31 agosto ed abbiamo in mano le deleghe di condòmini che non potranno intervenire) e ci basterà avere l'appoggio di uno di 3 condòmini che hanno dato adesione verbale alla ns. iniziativa per dare una svolta alla vicenda.

Tra gli altri, un problema molto grave che aleggia sull'amministratore in carica (che è pappa e ciccia sia con il direttore dei lavori che con l'appaltatore, proprio un bel trio) è costituito dai fondati sospetti che dalle verifiche degli ultimi esercizi finanziari potrebbero emergere importanti ammanchi contabili.

Grazie per quanto dettagliato in modo molto chiaro come sempre.
 

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