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Armando

Membro Junior
Condòmino proprietario
Buongiorno

recentemente ho avuto la possibilità di leggere la relazione fatta dal progettista per il riparto delle spese di riscaldamento secondo la UNI 10200

Ho notato che nel calcolo della trasmittanza delle pareti esterne riferite ad ogni unità abitativa non ha tenuto conto che alcuni condòmini hanno effettuato degli interventi di per il risparmio energetico (insufflaggio, doppi vetri, isolamento cassoni tapparelle, ecc). Cosi facendo chi ha effettuato questi lavori vene a trovarsi penalizzato nella quota di consumo involontario. E' corretto che questi interventi non vengano considerati?

Ho poi notato che per i corpi scaldanti (termosifoni) a parità di dimensioni e caratteristiche vengono indicate potenze (W) molto differenti. Com'è possibile?
Grazie
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Cosi facendo chi ha effettuato questi lavori vene a trovarsi penalizzato nella quota di consumo involontario
Se è "involontario" gli eventuali lavori fatti sulle parti private se non nulla poco influenzano.
Le migliorie nelle parti private portano i loro frutti alla parte variabile che è la quota inputabile al singolo per il riscaldamento della sua unità.

In teoria la parte "involontaria" rappresenta il consumo dovuto alle parti comuni (se ce ne sono), le perdite ed inefficenze di caldaia e rete.
 
Ultima modifica:

Armando

Membro Junior
Condòmino proprietario
Grazie.
Però ho visto che per il calcolo dei millesimi delle singole unità abitative, tra i vari dati presi in considerazione ci sono anche le dispersioni delle pareti e degli infissi. Oltre ovviamente alla potenza dei corpi scaldanti, dove anche qui ho notato che a parità di tipologia e dimensione vengono attribuite potenze (W) molto differenti.....
 

bastimento

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Consumi involontari: la risposta è Sì e No. Non hai torto nell'affermare che non tenendo conto degli isolamenti aggiunti dopo la costruzione, le dispersioni sono state sovrastimate. Ma il risultato è comunque una stima, non una misura, ed il suo valore viene mediato su tutti i condòmini.
Quanto alla potenza dei radiatori se sono identici hanno la medesima potenza radiante. Chiedi chiarimenti al perito
 

Armando

Membro Junior
Condòmino proprietario
..lo so sono un crapone... ma vorrei capire.... se per assurdo in un condominio di 20 appartamenti, 2 hanno fatto pesanti interventi di isolamento termico (doppi vetri, isolamento intercapedini pareti, isolamento cassoni tapparelle, ecc) e 18 hanno vetri singoli, cassoni non isolati e pareti non isolate....al momento del calcolo viene attribuito anche ai 2 appartamenti scarso isolamento e quindi dei millesimi "fissi" elevati. Nel mio caso ho visto ad esempio gli appartamenti della mia colonna (stessa metratura, stessa esposizione, stessi termosifoni, ecc) senza nessun tipo di intervento di risparmio energetico che però hanno una quota fissa (consumo involontario) metà del mio...Ora, sicuramente conta anche il piano... ma se ci fossero conteggi "veritieri" sull'effettiva situazione il divario sarebbe mooolto più ridotto.... almeno penso....
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Ora, sicuramente conta anche il piano... ma se ci fossero conteggi "veritieri" sull'effettiva situazione il divario sarebbe mooolto più ridotto.... almeno penso...
I consumi "involontari" tengono conto del valore millesimale delle singole unità.

Che alcune siano meglio coibentate rispetto ad altre ti ho già spiegato coem sia ininfluente per la parte "involontaria" ma sostanziale per la parte "volontaria".

Se tu hai una abitazione meno disperdente a parità di temperatura consumi meno degli altri (il contatore lo rileva automaticamente il "contabilizzatore" và opportunamente parametrato).
 

bastimento

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
I consumi "involontari" tengono conto del valore millesimale delle singole unità.
.........................
Se tu hai una abitazione meno disperdente a parità di temperatura consumi meno degli altri (il contatore lo rileva automaticamente il "contabilizzatore" và opportunamente parametrato).
Se i consumi individuali tengono conto del valore millesimale delle unità, non si spiega come possano esserci differenze dove ci siano...
stessa metratura, stessa esposizione, stessi termosifoni, ecc
Così come non si spiega che
a parità di tipologia e dimensione vengono attribuite potenze (W) molto differenti.....
Che alcune siano meglio coibentate rispetto ad altre ti ho già spiegato coem sia ininfluente per la parte "involontaria" ma sostanziale per la parte "volontaria".
QUi è certamente vera la seconda affermazione: ma non del tutto vero che la parte involontaria sia indipendente dal livello di isolamento; supponiamo che ci siano 20 appartamenti, di cui 2 abbiano applicato maggiori isolamenti.
Assumiamo che i 18 appartamenti abbiano una dispersione del 25%, mentre i due isolati si limitino a 20%: il valore medio sarà 24,5 e non 25%. C'è poi da chiedersi se non debba essere differenziata la percentuale di ogni appartamento. (ma qui forse c'è una ulteriore approssimazione della norma)
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Se i consumi individuali tengono conto del valore millesimale delle unità, non si spiega come possano esserci differenze dove ci siano...
Non è dimostrato che quanto descritto sia rispondente e pertinente (anche se in "buona fede" colgo dei preconcetti e/o una errata comprensione/preparazione sull'argomento... già di suo privo di uniformità).

Quanto al passo successivo (il calcolo che proponi) commetti lo stesso errore.

Se monti infissi più performanti avrai meno dispersione dall'ambiente verso l'esterno...ma i sistemi di misura sono sempre all'ingresso (delle mandate) delle varie unità.
Il consumo involontario è riferibile alle dispersioni per la parte di impianto che va dalla caldaia ai singoli misuratori.
Che influenza potrebbe avere qualche metro di tubo all'interno di un muro di unità con vetri semplici vs vetrocamera rispetto ai "chilometri" rimanenti dell'impianto?

Va bene "spaccare il capello" ...ma costa più realizzare tale calcolo che "non badare" a qualche Euro di aggravio.
 

bastimento

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Sull'opportunità di spaccare il capello sono perfettamente d'accordo dal principio: per questo facevo presente che i consumi involontari sono sempre comunque una stima.

Che poi non sia dimostrato che quanto descritto sia rispondente e pertinente, non autorizza a dubitarne: salvo appunto dichiararlo come premessa alle proprie conclusioni.

Quanto alla assunzione che questi consumi involontari si riferiscano solo alle dispersioni dell'impianto, inteso in senso stretto (le tubazioni), ho dei dubbi: che commettano un errore anche i periti incaricati può essere, ma nella pratica corrente mi pare di aver notato (4 condòmini diversi) che in questa voce vengono incluse non solo le dispersioni d'impianto ed i fabbisogni dei locali collettivi, ma anche le dispersioni globali dell'involucro del fabbricato, (quanto meno le pareti verticali) assunte come omogenee. Se questo succede, e dalla descrizione del nostro sembra sia successo, il calcolo proposto diventa realtà. Che ciò risponda esattamente alla norma UNI10200 forse no: ma è un compromesso probabilmente utile, soprattutto quando si debba applicare la contabilizzazione in fabbricati anni '60-'70 privi di ogni accorgimento di coibentazione, dove spesso capita di dover "involontariamente" riscaldare l'unità immobiliare adiacente non occupata. Del resto su questa linea pare si sia mosso il legislatore, prevedendo una certa flessibilità.

Vedi l'art. del Sole 24Ore, sotto citato, di cui riporto un passaggio.

Del tutto nuova, invece, l'alternativa contenuta nella recente modifica legislativa. Qualora vi siano particolari criticità dovute a notevoli dispersioni dall'involucro edilizio tali da evidenziare differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio superiori al 50 per cento, è possibile non applicare la norma Uni 10200.
Tale circostanza, però, deve risultare da una relazione tecnica asseverata.


Conteggio del calore: l’assemblea non può stabilire la quota fissa
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Quanto alla assunzione che questi consumi involontari si riferiscano solo alle dispersioni dell'impianto, inteso in senso stretto (le tubazioni),
Ho citato solo le tubazioni terminali perchè sono l'unica parte dell'impianto "comune" che è eventualmente coinvolto dalla migliire o peggiore dispersione della singola unità.
È più che ovvio che la quota "involontaria" includa nel calcolo l'eventuale riscaldamento di parti comuni e l'inefficienza/rendimento della caldaia...ma queste non sono di certo influenzate dai miglioramenti delle abitazioni.

Aggiungere in tale dato le dispersioni dei muri esterni delle singole unità è un errore di concetto.
 

Armando

Membro Junior
Condòmino proprietario
...scrutando su internet ho letto che il professionista prima di di eseguire i calcoli avrebbe dovuto chiedere ai singoli condòmini se avessero fatto interventi di risparmio energetico nei singoli appartamenti. Se invece uno esegue degli interventi nel proprio appartamento DOPO che è stata fatta la relazione, se ne può richiedere un ricalcolo se viene dimostrato che il suo intervento può ridurre di oltre il 20% la proprio quota fissa di millesimi. Questo mi sembra un discorso più logico e che effettivamente punti ogni singolo proprietario a fare interventi significativi per il risparmio energetico nel proprio appartamento, oltre ovviamente a gestire al meglio il consumo volontario.
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Dove hai letto di tale norma?

Fermo restando che a chiedere ricalcolo è sempre concessa facoltà...non è che hai frainteso quella sulle variazioni di "valore immobiliare" (volume/superficie a seguito ampliamenti o divisioni/riduzioni) ?
 

paolo spinnato

Membro Junior
Amministratore di Condominio
Dove hai letto di tale norma?

Fermo restando che a chiedere ricalcolo è sempre concessa facoltà...non è che hai frainteso quella sulle variazioni di "valore immobiliare" (volume/superficie a seguito ampliamenti o divisioni/riduzioni) ?
Nel mio condominio, all'unanimità, si è deciso di applicare, senza far fare nessuno intervento ad un progettista, di applicare il 40% come spesa fissa o involontaria e il 60% sulla base dei consumi.
Il ragionamento fatto è stato questo: il condominio è stato costruito da oltre 40 anni, nessuno ha fatto interventi particolari di risparmio energetico, abbiamo infissi e cassettoni in metallo con parecchia dispersione di calore. Quindi che senso aveva di spendere del denaro per applicare la 10200 dato che la sua applicazione non è obbligatoria e che i tecnici utilizzano criteri ognuno diversi dall'altro.
Abbiamo fatto bene o secondo voi era più utile applicare la 10200?
 

bastimento

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Provo a risponderti, per quanto sia il mio parere.
Premesso che Il tutto regge fin che otterrete l'unanimità dei consensi, .
la 10200 dato che la sua applicazione non è obbligatoria
Questo non sembra corretto: la legge la prevede per calcolare le quote volontarie ed involontarie.
Abbiamo fatto bene o secondo voi era più utile applicare la 10200?
Secondo me avete fatto bene: la legge indica il criterio di calcolo. Non mi pare sia vietato poi accordarsi su un criterio di ripartizione differente. Ed avete pure risparmiato la parcella del termotecnico.
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Nel mio condominio, all'unanimità, si è deciso di applicare, senza far fare nessuno intervento ad un progettista, di applicare il 40% come spesa fissa o involontaria e il 60% sulla base dei consumi.
Deciso all'unanimità...ma meglio integrarlo anche in Regolamento di Ccondominio (contrattuale) registrato...e contenente apposita norma che vincoli di allegarlo a tutti gli atti di compravendita successivi si da stroncare eventuali contestazioni di eventuali nuovi proprietari.

La quota del 40% appare alta ma non infrequente e nemmeno un tecnico potrebbe mettere la mano sul fuoco che quelllo che determina (con quasiasi criterio si avvalga) corrisponda a realtà.

Sarebbe persino previsto che si facciano delle verifiche cadenaate sulla rispondenza del calcolo.
"Fuffa" per far muovere artificialmente l'economia (incassare nuove tasse su ogni prestazione).
 

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