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ANNALISA

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Condòmino proprietario
Buongiorno Dimaraz, abito in un super condominio di 105 famiglie. L'ultima discussione nasce dal fatto che da quest'anno vorremmo tenere accesa la caldaia a condensazione 24h su 24h. Consigliato sia dal gestore caldaia, sia dal costruttore che assicura una migliore durata dell'impianto nel tempo.
Inoltre con una riduzione della temperatura di esercizio da 80° C attuali, a 55° C (come consigliato per questo tipo di caldaia) avremmo sia un risparmio energetico, sia una maggiore durata della centrale termica. Ovviamente si tratterebbe di sensibilizzare i condòmini ad una gestione personalizzata delle valvole termostatiche. Es : la notte, o quando si è fuori casa, posizionarle alle minime "tacche" di regolazione.
A suo tempo, circa quattro anni fa, quando impiantammo la nuova caldaia l'Assemblea riunita decise di ripartire le quote a 80% sul consumo individuale e 20% sui costi da addebitare a tutti in funzione dei millesimi. Le chiedo cortesemente : esiste una normativa di legge che impone la gestione su questo tipo di caldaie ad un massimo di 14 h/die? Per contro, possono alcuni condòmini opporsi alla gestione delle 24 h totali? Occorre una delibera assembleare per approvare la nuova gestione? La ringrazio per l'attenzione ed attendo la Sua risposta in merito. Annalisa.
 

Dimaraz

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Le chiedo cortesemente : esiste una normativa di legge che impone la gestione su questo tipo di caldaie ad un massimo di 14 h/die?
La normativa nazionale (con possibili varianti locali) non prevede differenti orari di accensione in funzione della tipologia di caldaia (nessuna differenza fra tradizionale o a condensazione) ma a seconda della tipologia di impianto.
Più precisamente negli impianti radianti per motivi tecnici (elevata latenza e temperature d'esercizio di circa 30 C° in quelli a pavimento) è permesso il funzionamento in continuo della Caldaia.

Se voi avete sostituito la sola caldaia e avete i classici termosifoni non potete allungare i tempi di accensione 12/14 ore.

Non sono nemmeno certo che, nel vostro caso, un funzionamento con temperature sotto i 50 C° vi permetta di ottenere un comfort sufficente o chissà quale risparmio energetico ...salvo abbiate provveduto anche ad una adeguata coibentazione dell'intero edificio.

Ps.
A suo tempo, circa quattro anni fa, quando impiantammo la nuova caldaia l'Assemblea riunita decise di ripartire le quote a 80% sul consumo individuale e 20% sui costi da addebitare a tutti in funzione dei millesimi
La norma non stabilisce che tali valori (80/20 piuttosto che 70/30 o 60/40) non siano decisi dall'assemblea ma determinati da un termotecnico e poi adottati con delibera.
In teoria dovrebbe verificare ogni anno la correttezza.
 

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