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pingu5254

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Ho acquistato lo scorso anno una unità immobiliare in un fabbricato di nuova costruzione dove esiste un condominio costituito a marzo 2017.
Ho riscontrato recentemente che i parapetti dei balconi di tutto il fabbricato non sono a norme in quanto non rispettano quanto previsto dal D.M. 236 del 14.06.1989 all'art. 8.1.8 che prevede espressamente l'obbligatorietà di un'altezza minima di 100cm. (sono tutti quanti a poco più di 90cm.) pena l'impossibilità di rilascio della abitabilità/agibilità da parte del comune (art. 11 dello stesso D.M.) ma il comune per tale fabbricato non ha fatto in proposito alcuna verifica.
Provvederò a contestare al costruttore la difformità a mezzo PEC diffidandolo a mettere a norma la mia unità immobiliare entro un tempo brevissimo prefissato riservandomi ogni altra azione a mia tutela.
Ho pensato di inviare copia della predetta PEC, per conoscenza, anche all'amministratore del condominio affinché prenda opportune iniziative anche per tutti gli altri appartamenti del fabbricato.
Mi chiedo: ma rientra nelle competenze dell'amministratore del condominio tale compito oppure ogni condòmino dovrà procedere in autonomia ad avviare azione di tutela al fine di mettere a norma l'unità immobiliare di cui è proprietario?
Grazie.
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
Se i parapetti non a norma insistono su proprietà private allora sono i vari singoli proprietari che devono contestare il difetto (il Condominio ha titolo solo per le parti comuni) ... ma tanto meglio se l'azione è "corale".
 

Gianco

Membro Junior
Geometra
La legge che prevede l'altezza minima del parapetto in m 1,00 è stata pubblicata nella G.U. il 23/06/89. Pertanto i fabbricati ultimati e dichiarati agibili dopo quella data devono rispettare questo vincolo. Evidentemente era ed è compito di adeguare il fabbricato all'impresa che li ha realizzati, corresponsabile il direttore dei lavori ed il certificatore dell'agibilità.
 

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