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toruzzo

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Condòmino proprietario
Cordiali saluti a tutti. Desidero chiedere un parere a persone che senz'altro se ne intendono più di me. Una unità immobiliare di grandi dimensioni, adibita a studio, è stata divisa a metà e venduta a due proprietari diversi. Il risultato è che ora uno dei due studi è sprovvisto del contatore per l'acqua e che l'altro si trova a dover pagare per entrambi. Il quesito è questo : volendo installare un nuovo contatore i cui tubi necessariamente passano su parti comuni, come il giro scale, è necessario ottenere l'approvazione della maggioranza dei condòmini, oppure, essendo l'acqua un bene primario, non c'è bisogno di detta approvazione, basta che ci sia il benestare dell'amministratore. Naturalmente tutte le spese sono a carico del singolo proprietario che intende installare il contatore. Ringrazio per la cortesia che mi verrà riservata ed auguro a tutti una buona giornata.
 

Dimaraz

Moderatore
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Altro Professionista
Formalmente non serve alcuna delibera di approvazione stanto la possibilità di tutti di fare parimenti uso delle parti comuni.
Comunque per "cortesia e quieto vivere" quantomeno provvederei ad informare tutti gli altri anche "porta a porta".
Imperativo esweguire i lavori senza causare danni e senza che si possano muovere questioni di "danno estetico".
Se non vi sono altri tubi a vista megli provvedere ad una posa "sottointonaco" anche dei nuovi o mascherare gli stessi con finto trave.
 

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Il condòmino del piano di sotto, ha la caldaia che scarica a parete. Io sto al secondo piano, lui al primo, quindi ho una fornace davanti le finestre. Alle mie domande, ho ricevuto risposte diverse e contrarie. Chi mi dice che alle caldaie a condensazione è permesso lo scarico a parete, e chi mi dice che sono quasi 10 anni che la legge vuole che si portino i fumi al tetto.Mi aiutate a capire?
Manuela
UBIQUITA' IMMOBILIARE
ovvero: stesso immobile, due condomìni

Ho acquistato un laboratorio ricavato dalla ristrutturazione di una officina meccanica e ho scoperto che il medesimo sub si trova inserito in due diversi condòmini confinanti, costretto a pagare spese duplicate.
Esistono analoghi casi di “ubiquità immobiliare”? Ovvero: può uno stesso sub essere contemporaneamente inserito in due diversi condòmini?
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