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Diesel21

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Buongiorno,
nel nostro condominio, stiamo facendo il regolamento parcheggi. I parcheggi prevedono tre posti auto destinati agli ospiti. Alcuni definiscono ospite persone che abitano con loro. Se ad ogni unità immobiliare abitativa è assegnato un posto auto così di fatto chi definisce il proprio convivente un ospite, accede al parcheggio ospiti utilizzando di fatto due parcheggi e non uno.
La legge prevede al decreto 59/1978 la dichiarazione di ospitalità dopo 30 giorni, di fissare secondo l'art. 43 CC la residenza dove è la propria dimora abituale. Ma se un ospite dopo tanto tempo è costretto per legge a trasferire la residenza in condominio presso chi lo ospita. Può accedere al parcheggio ospiti semplicemente perchè l'ospitante lo definisce ancora ospite quando utilizza a tutti gli effetti i servizi in condominio come un residente?
Grazie
 

Dimaraz

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Era meglio che in sede di stesura aveste chiarito il "titolo".

I posti auto a disposizione degli "ospiti" di solito sono per chi viene in visita e non per chi soggiorna nello stabile.
 

Diesel21

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Era meglio che in sede di stesura aveste chiarito il "titolo".

I posti auto a disposizione degli "ospiti" di solito sono per chi viene in visita e non per chi soggiorna nello stabile.
A dire il vero nella stesura della bozza era inteso così. Ma un condòmino, avendo una persona convivente e qualificandola come ospite, sta proponendo modifiche che riducono divieti e limiti per far parcheggiare anch'essa a titolo di ospite. Così di fatto ottiene l'ingresso parcheggio per sè e convivente. Quale può essere la via di uscita per riportare tutto ad un uso corretto? Anche perchè il paradosso che si viene a creare è che chi ha il convivente utilizza posto auto assegnato e posto ospite, chi è sposato no, perchè il marito o la moglie non è un ospite. Cosa dice la giurisprudenza sulla definizione di ospite in condominio?
 

Dimaraz

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La parola "ospite" ha svariati usi/significati...inutile cercare Giurisprudenza per cose simili.

La stesura del regolamento si decide a maggioranza...quindi le pretese di un singolo non vanno accettate.
 

Diesel21

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Il problema è che alcuni condòmini non capiscono la sottigliezza del problema. Se un condòmino che non regolarizza uno stato affettivo con la propria compagna si appella al fatto di avere un ospite anche se convivente, si crea la situazione in cui lui può parcheggiare nella piazzola assegnata e far parcheggiare nello spazio ospiti anche la propria compagna. Di fatto una famiglia usa due parcheggi, quando ad esempio due persone regolarmente sposate avendo un solo alloggio possono parcheggiare solo sul posto auto assegnato, perchè la moglie o il marito non sono ospiti equindi nello spazio ospite non ci possono parcheggiare. Ci deve essere pur una soluzione giuridica a questo paradosso...
 

Diesel21

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Mi risulta valga la proporzionalità e l'equità in proporzione al numero di alloggi. Anche in caso di mancato regolamento. Per es: non si può parcheggiare un secondo veicolo se tutti non possono fare altrettanto. Chi ha ospiti di lungo periodo incorre in svariati obblighi, copreso l'obbligo di fissare la residenza nel luogo dove la persona ospitata permane. Partendo dai vari obblichi dell'ospittante, è impossibile che un giudice avvalli la possibilità di ospitare una persona a tempo indefinito, occupando di fatto un secondo parcheggio in proporzione ad una unità abitativa se tutti non possono fare altrettanto. Ciò renderebbe la delibera nulla e impugnabile in quanto priva del principio di uguaglianza e proporzionalità. Per quanto un condòmino cerchi di raggirare tutte le norme e gli obblighi si troverebbe di fronte a problematiche in ambito forense.
 

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