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Armando

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Buongiorno settimana scorsa nel mio condominio hanno deliberato a maggioranza di installare una nuova caldaio con anche la distribuzione di acqua calda sanitaria in sostituzione degli attuali scaldabagno a gas individuali.
Io ho votato contro perchè vorrei proseguire ad utilizzare il mio scaldabagno autonomo. L'assemblea può obbligarmi a partecipare alle spese del nuovo impianto ed obbligarmi ad allacciarmi? O posso continuare con il mio attuale impianto (ovviamente a norma)?
Grazie
 

Armando

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Puoi predisporre il collegamento, ma continuare ad utilizzare il boiler (se a norma); contribuirai alle spese di installazione, ma non ai consumi
Quindi devo partecipare alle spese di installazione (anche se non usufruirò dell'impianto)? Sarà po difficile penso, scindere i consumi caldaia per riscaldamento termosifoni, con consumo caldaia acqua sanitaria.....
 

bastimento

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Credo sia imprescindibile oggi attuare la contabilizzazione dei consumi individuali, sia per il riscaldamento, sia per acqua sanitaria.

Si tratta di installare due conta calorie in locale caldaia, e ripartitori e contatore rispettivamente per termosifoni e ACS
 

Dimaraz

Moderatore
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L'assemblea può obbligarmi a partecipare alle spese del nuovo impianto ed obbligarmi ad allacciarmi? O posso continuare con il mio attuale impianto (ovviamente a norma)?

È una questione di "lana caprina".

Da un lato la sostituzione della caldaia centralizzata è legittima e vincola anche i contrari.
Per il solo allacciamento della ACS (centralizzata) come nuovo servizio si potrebbe ipotizzare "innovazione" dalla quale tu ti potresti tenere escluso.
Ma poi ti conviene?
 

Armando

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
È una questione di "lana caprina".

Da un lato la sostituzione della caldaia centralizzata è legittima e vincola anche i contrari.
Per il solo allacciamento della ACS (centralizzata) come nuovo svizio si potrebbe ipotizzare "innovazione" dalla quale tu ti potresti tenere escluso.
Ma poi ti conviene?
Diciamo che non ho ancora sentito una persona che è passato dallo scaldabagno individuale a quello centralizzato che mi abbia detto che cosi facendo ha risparmiato. Il discorso può valere se uno deve sostituire il proprio scaldabagno perchè vecchio...e rifare le canne fumarie perchè non più a norma....allora...potrebbe convenire. Qui abbiamo rifatto le canne fumarie nuove 15 anni fa....
 

Dimaraz

Moderatore
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Altro Professionista
Diciamo che non ho ancora sentito una persona che è passato dallo scaldabagno individuale a quello centralizzato che mi abbia detto che cosi facendo ha risparmiato
Sono sempre stato un sostenitore del "ognuno autonomo"...ma comunque è sempre diffiile capire cosa sia conveniente basandosi su esperienze altrui non "filtrate/analizzate".

Troppe sono le variabili.

Nel tuo caso la questione principale: sapere come considerano il tuo voto contrario.
Devi discuterne con l'amministratore e pure in assemblea perché ti sia addebitata la sola spesa della caldaia comune (ed eventuali ripartitori) facendoti escluso da tutto il resto.
Ulteriore questione determinare la quota di combustibile per ACS (che vale anche per il periodo non invernale).

Se non ti escludono dovrai agire in giudizio...ma non perdere tempo nel ribadire in modo tracciato (Raccomandata RR alla francese) la tua volontà a tenerti escluso.
 

bastimento

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Dubito che la ACS centralizzata porti a risparmi. Ma in prospettiva potrebbe diventare l’unica soluzione. (Cambio normative, nuovo adeguamento scarichi ed altre incognite).
Io avevo appena sostituito il boiler: ho fatto comunque fare il collegamento, ma con un bypass: e fin che posso usufruirò del boiler.
Bisogna considerare che portare la ACS dal locale caldaia comporta nuove condutture (dove le faranno passare?) e pensare di aderire a posteriori potrebbe avere costi proibitivi
 

Armando

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Il mio dubbio sul risparmio, a parte la testimonianza di chi ci è passato, è su una considerazione semplicissima. Il mio boiler di casa (tipo stagno, turbo) fino a quando non uso l'acqua non mi consuma gas....lo uso la sera quando faccio la doccia e poco più. L'impianto centralizzato deve tenere l'acqua calda 24/24 7/7... in poche parole SEMPRE... e per tenere sempre l'acqua calda....anche nelle tubazioni che dalla caldaia posta a terra fino all'ultimo piano... consuma perennemente energia..... Non potrà mai competere con un boiler, che funziona a dir tanto 1/2 ora al giorno....
 

bastimento

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
La ACS centralizzata presenta un ulteriore inconveniente: se non si provvede ad una pompa di ricircolo, fai a tempo a lavarti con l’acqua fredda prima che arrivi calda se sei ai piani alti, ma paghi comunque i mc erogati.

Però….: le caldaie turbo ( ed iboiler?) sono fuori produzione. Quando necessiterà la sostituzione ci saranno solo quelle a condensazione, la canna fumaria non andrà più bene, …. Sarai sempre condizionato dalle nuove norme.
 

Dimaraz

Moderatore
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Quando il boiler dovrà essere sostituito ci sono quelli a pompa di calore quindi nessun patema per camini od altro.
Il mio boiler di casa (tipo stagno, turbo) fino a quando non uso l'acqua non mi consuma gas.
In linea generale si possono fare tante considerazioni.
L'ACS non serve a temperature elevate (solitamente 42° contro i 60°/70° del riscaldamento) e può sfruttare il "volano" del grande circuito centralizzato che nel periodo invernale è comunque in funzione.
Anche l'altezza piano è un problema superabile ...ma indubbiamente riscaldare nelle immediate vicinanze e sul momento evita una serie di spechi e dispersioni.

Vale anche per il riscaldamento (centralizzato vs autonomo)...ci ho fatto battaglie teoriche con certi termotecnici che non hanno mai saputo smentirmi conti alla mano.
 

queenann

Membro Junior
Condòmino proprietario
Sono d'accordo con Dimaraz ma andrei oltre. Mi sembra infatti che il tutto (caldaia e impianto) sia una novazione cioè un qualcosa di completamente diverso dall'esistente. Suggerirei al postante di farsi due calcoli: gli potrebbe convenire non partecipare a tutto il lavoro e quindi non fruire sia dell'acqua calda sanitaria sia del riscaldamento.
Il costo di una caldaia a gas e i raccordi dei termosifoni alla propria caldaia potrebbero essere un investimento allettante in termini di consumi ragionevoli, fornitori di gas con tariffe migliori, manutenzioni "favorite" dall'amministratore e nessuna discussione con i condòmini circa gli orari del riscaldamento, chi ne fruisce bene e chi per niente (quindi pace dell'anima) nonchè la complicazione dei calcoli del combustibile, del "consumo involontario" e di altre complicazioni.
Una raccomandata francese (cioè senza busta) nella quale ribadisci che non intendi partecipare alla novazione dell'impianto ti esonera da qualunque obbligo
 

davideboschi

Membro Junior
Altro Professionista
ho fatto battaglie teoriche con certi termotecnici che non hanno mai saputo smentirmi conti alla mano
I termotecnici sono come tutti gli altri professionisti: tirano l'acqua (in questo caso, l'acqua sanitaria) al loro mulino.
Per installare uno scaldabagno basta un idraulico. Per installare una caldaia centralizzata serve un progetto di un termotecnico.
 

Armando

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Per il riscaldamento autonomo....ci avevo pensato Visto che attualmente pago più di 500€ tra consumo involontario e gestione e solo 90€ di consumo effettivo. Dovrei però fare un bel intervento edile (tracce perimetrali nel muro) per l'anello di collegamento caldaia - termosifoni....
Per ACS ...è vero che in inverno già va la caldaia per il riscaldamento.... ma non va 24 ore al giorno... mentre il riscaldamento dell'ACS deve funzionare sempre... E in inverno mantenere a temperatura l'acqua che passa in tubi esterni anche se coibentati....penso abbia un bel costo fisso... ..
 

queenann

Membro Junior
Condòmino proprietario
A mio parere una caldaia che produce anche ACS è diversa da una caldaia che serve al solo riscaldamento. Terra terra: una lavatrice è ben diversa da una lavasciuga (come prezzo, motore e allestimento).
Quindi si tratta di una novazione per di più gravosa e comunque suscettibile di utilizzo separato.
Pertanto ai sensi del Codice Civile, il postante Armando è libero di rifutare di partecipare.
Se gli viene contestato, come afferma Bastimento, che il cambio caldaia non è una novazione, ma lo è la sola ACS, Armando può sempre e comunque distaccarsi dal riscaldamento e non partecipare all'installazione della ACS.
In entrambi i casi deve solo rendere nota la sua volontà e non ha alcun bisogno di "autorizzazioni" dell'assemblea o dell'amministratore.
Stabilito questo e visti i costi di Armando, lo invito a farsi fare preventivi per il distacco e per il cambio del suo boiler. Ci sono molte soluzioni per ricollegare diversamente i termosifoni (canaline nello zoccoletto invece di interventi edili) e pensare allo sconto in fattura o comunque alle detrazioni fiscali in 10 anni.
Così Armando potrà valutare se ci rientra nell'investimento in un tot numero di anni a sua scelta (7 o 10, può prendere a paragone la durata residua di un qualunque altro investimento finanziario) e decidere di conseguenza
Ovviamente non si può calcolare il vantaggio della tranquillità, dell'aumento della chiave fissa o del prezzo della fornitura di gas - o addirittura, come è capitato a me che non ho acceso la mia caldaia in inverni particolarmente miti, un risparmio totale - nonchè docce a volontà belle calde come si deve invece di docce scozzesi.
 

Armando

Membro Ordinario
Condòmino proprietario
Anche secondo me (ma sono di parte e non sono un legale) sembra si possa definire questo intervento come innovazione. Nel senso che non viene cambiata la caldaia perchè vecchia e non più performante con una nuova...ma viene sostituita una caldaia recente che fa solo riscaldamento con una che cambia la filosofia dell'impianto...facendo anche riscaldamento acqua sanitaria. Quindi penso (ma è sempre solo una mia idea) ci si possa staccare e svicolare da questo intervento, dichiarando in fase di voto la volontà di non usufruirne facendo l'impianto autonomo. Cosi da non partecipare ne a queste ne ad altre future spese di manutenzione / conduzione
 

queenann

Membro Junior
Condòmino proprietario
Per me hai ragione. Tra l'altro una legge del 2012 permette i distacchi, l'art.1117 del CC permette di non partecipare a innovazioni gravose e suscettibili di utilizzazione separata. Ovviamente la strada migliore sarebbe quella di rifiutare la partecipazione al nuovo sistema anzichè fare separatamente il distacco e il rifiuto dell'ACS.
Io proverei a fare il "totale". Se qualcuno obietta o minaccia me ne starei sereno perché le uniche parole che valgono sono quelle di una sentenza.
Ma non credo che si arriverà a tanto.
 

Dimaraz

Moderatore
Membro dello Staff
Altro Professionista
A mio parere una caldaia che produce anche ACS è diversa da una caldaia che serve al solo riscaldamento.
No...spesso è identica con solo un modulo aggiuntivo (scambiatore).
Resta il fatto che la sostituzione della caldaia (indipendentemente dalle funzionalità accessorie) è una manutenzione straordinaria e non una "innovazione".
L'esempio della lavatrice vs asciugatrice non è corretto...casomai doveva essere lavatrice vs lavasciuga.

Io ho ipotizzato il "nuovo" impianto centralizzato per ACS (tubazioni, pompe, pouffer) quale "innovazione" perché non è presente.
Resta solo una probabilità sulla quale non farei molto affidamento perché in Giurisprudenza si può considerare un accessorio/miglioria ad un servizio presente (caldaia centralizzata) che ne permette il "miglior godimento".

Ps.
Occhio al linguaggio.
Giuridicamente la "innovazione" nulla ha a che vedere con la "novazione" ...art. 1230 CC e succ.
 

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