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  1. Verner

    Verner Nuovo Iscritto

    Condòmino proprietario
    Ho sentito parlare della possibilità che un condominio possa letteralmente fallire. Ma è davvero possibile?
    E quando questo accade cosa succede ai condòmini che non sono responsabili del fallimento?
    Ci si può tutelare in qualche modo?
     
  2. Susy

    Susy Membro Junior

    Amministratore di Condominio
    Non è proprio esatto. Non si può parlare di fallimento del condominio, ma al limite di fallimento di uno dei condòmini, ammesso che questo sia un soggetto effettivamente fallibile...
    In poche parole occorre che costui sia per esempio un imprenditore.

    Quindi quando succede (purtroppo per gli altri condòmini) non resta che insinuarsi tra i creditori della procedura di fallimento e recuperare le somme dovute, se vi sono.
     
    A ElisabettaF, AndreaB, giorgino e 1 altro utente piace questo messaggio.
  3. Verner

    Verner Nuovo Iscritto

    Condòmino proprietario
    Quindi nel caso succeda, e ammettendo che il curatore fallimentare restituisca parte delle somme dovute, sempre ammettendo che il fallito sia anche moroso delle spese di condominio, qualora manchino dei soldi ce li rimettono gli altri condòmini in proporzione alle proprie quote di proprietà, è corretto?
     
    A Il Custode e giorgino piace questo messaggio.
  4. giorgino

    giorgino Membro Ordinario

    Amministratore di Condominio
    Si @Verner temo proprio che sia come dici. E la possibilità di tutelarsi in quanto condòmino sia davvero aleatoria. Si dovrebbero conoscere fatti che non competono i condòmini nè l'amministratore di condominio. Inoltre ammettendo che il condòmino moroso e fallito o in via di fallimento sia in buona fede, soprattutto di 'sti tempi, può capitare di ritrovarsi finanziariamente nei guai...
     
    A Verner, AndreaB, Il Custode e 1 altro utente piace questo messaggio.
  5. AndreaB

    AndreaB Nuovo Iscritto

    Amministratore di Condominio
    A me è capitato che un condòmino sia fallito... è stata dura per i condòmini prendere atto di dover mettere mano al portafoglio e parare il colpo in attesa delle varie procedure per riappropriarsi dei soldi...
    Devo dire che alla fine tanta ansia, tanto nervoso, ma poi tutto si è concluso più o meno bene. Certamente un po' di soldi ce li hanno rimessi anche se molti meno di quanto si pensava all'inizio.

    Meglio che non succeda, va...
     
    A giorgino, Susy, Il Custode e ad altre 3 persone piace questo elemento.
  6. Ennio A. Rossi

    Ennio A. Rossi Membro Junior

    Commercialista
    oppure anche non imprenditore ma socio (anche non operativo) illimitatamente responsabile (snc, accomandatario di s.a.s o s.a.p.a)
     
    A AndreaB, Verner, Susy e ad altre 3 persone piace questo elemento.
  7. Dimaraz

    Dimaraz Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Ho letto di "rimando" questo topic...mi si permettano un paio di precisazioni:

    Premesso che non tutti gli imprenditori sono "fallibili" per il solo fatto di essere imprenditori (leggersi meglio le norme sul fallimento incluse tutte le modifiche e variazioni) può benissimo verificarsi il caso di un condòmino (non imprenditore) oberato di debiti, moroso nei confronti del Condominio, e ovviamente di altri creditori, di cui venga dichiarato lo stato di insolvenza e pignorata l' abitazione (facente parte del Condominio) specie se sulla stessa è stata costituita ipoteca a favore di una banca.

    Quindi più che del "fallimento" ci si deve preoccupare dell' insolvenza.

    Quanto al possibile recupero delle quote condominiali, lasciate a debito, bisogna rammentare che l' eventuale nuovo proprietario dell' abitazione pignorata sarà tenuto a corrispondere i debiti (quote) maturati fino agli ultimi 2 esercizi dal momento dell'acquisto.
     
    A AndreaB piace questo elemento.

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