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pingu5254

Membro Junior
Condòmino proprietario
Il 31 maggio c.a. una unità immobiliare di proprietà del costruttore, che godeva di esonero dal pagare le spese condominiali (e quindi non inserita nel riparto preventivo 2018 i cui costi erano spalmati su 12 condòmini), è stato venduto.


L'amministratore del condominio "dice" che l’acquirente ha iniziato a pagare le quote condominiali da giugno ma non ha prodotto un nuovo riparto preventivo 2018 che tenesse conto che da giugno i condòmini chiamati a pagare sono diventati 13.


Sostiene che non è necessario produrre un nuovo riparto preventivo perché poi tanto i conguagli si faranno a fine anno con quello consuntivo.


Ma in questi casi non dovrebbe essere indetta un'assemblea e presentato ed approvato un nuovo riparto preventivo con le nuove quote scaturenti dal ricalcolo di quanto dovuto tenuto conto del maggior numero di condòmini paganti?


Lasciare invariato il vecchio riparto preventivo non farà altro che produrre dei residui attivi essendo diventate le quote originarie superiori a quelle oggi dovute in proporzione al maggior numero di soggetti coinvolti nei pagamenti.
 

Dimaraz

Moderatore
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Non esiste obbligo in tal senso (la Legge lo prevede unicamente alla presentazione di Bilancio Consuntivo e riparto delle quote da esso derivanti)...e probabilmente nemmeno giova farlo (una assemblea straordinara potrebbe avere un costo fra compenso per mandatario o noleggio locali assemblea)
Salvo che nel vostro Condominio le quote decise a preventivo siano rilevanti e clamorosamente sovrastimate potrebbe capìtare che non resti alcun residuo e/o comunque tali differenze potranno essere compensate con minori quote da anticipare nel prossimo.
Potrete anche decidere di lasciare a mo' di "fondo cassa" quanto residua ben potendo tenere conto finanziario di crediti e debiti dei singoli o facendo pareggiare a tutti tali "avanzi" nel rispetto dei valori millesimali.

Importante che documentalmente e contabilmente tutto sia in regola al prossimo bilancio.
 

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